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Sauna e benessere psicofisico: evidenze scientifiche, meccanismi fisiologici e integrazione psicologica

26 Febbraio 2026

La sauna è una pratica tradizionale di origine nordica, oggi ampiamente diffusa come esperienza di benessere e prevenzione. Numerosi studi scientifici hanno indagato gli effetti della sauna sul benessere psicofisico, evidenziando benefici a livello cardiovascolare, metabolico, neuroendocrino e psicologico.
Il presente articolo analizza i principali meccanismi fisiologici indotti dall’esposizione al calore, le ricadute sulla salute fisica e mentale e le evidenze cliniche disponibili, integrando tali dati con una lettura psicologica, psicodinamica e mindfulness-based. Vengono inoltre discussi limiti, controindicazioni e implicazioni cliniche.

Il concetto di benessere psicofisico, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, comprende uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale. In questo quadro, la sauna è sempre più considerata una pratica complementare di promozione della salute. Tradizionalmente utilizzata nei Paesi nordici, la sauna secca finlandese espone il corpo a temperature comprese tra 70 e 100 °C, inducendo una risposta fisiologica complessa e sistemica che coinvolge molteplici apparati e sistemi di regolazione.

Relativamente ai meccanismi fisiologici della sauna, è importante evidenziare come l’esposizione al calore determina una serie di adattamenti acuti e cronici, tra cui:

Questi meccanismi contribuiscono a una temporanea riduzione della pressione arteriosa e a un miglioramento della funzione endoteliale, sostenendo l’effetto protettivo cardiovascolare della sauna (Hannuksela & Ellahham, 2001).

Nello specifico i benefici a livello fisico coinvolgono differenti distretti corporei:

È noto che i benefici sono evidenti anche a livello psicologico, in particolare si riferiscono a:

È importante poi ricordare alcuni aspetti di sicurezza e controindicazioni che evidenziano come nonostante i numerosi benefici, la sauna non è priva di rischi. Essa è controindicata in soggetti con instabilità cardiovascolare, ipotensione grave, infezioni acute o stato di disidratazione. È fondamentale un’adeguata reidratazione e un’esposizione graduale, soprattutto nei soggetti non abituati (Kukkonen-Harjula & Kauppinen, 2006).

Relativamente agli effetti psicologici della sauna (con specifico riferimento alle basi neurobiologiche e alle implicazioni cliniche) questi ultimi incidono su più livelli, qui di seguito brevemente descritti.

Sauna e regolazione dello stress
Dal punto di vista psicologico, la sauna può essere interpretata come uno stimolo stressogeno controllato (hormetic stress). L’esposizione acuta al calore attiva il sistema nervoso simpatico e l’asse HPA, inducendo un aumento transitorio del cortisolo. Con l’uso ripetuto, tuttavia, si osserva una risposta neuroendocrina più efficiente e meno reattiva agli stressor quotidiani, favorendo una maggiore resilienza psicologica (McEwen, 2007).

Neurochimica del benessere
L’esperienza della sauna è associata a rilevanti modificazioni neurochimiche:

Questa combinazione spiega la frequente esperienza soggettiva di “euforia lieve” o di rilassamento attivo riportata dopo la sauna (Biro et al., 2003).

Effetti su ansia e disturbi dell’umore
La sauna può avere un ruolo complementare nel trattamento di disturbi d’ansia, depressione lieve-moderata e disturbi psicosomatici. Studi clinici mostrano miglioramenti nei punteggi di scale psicometriche come la Hamilton Depression Rating Scale e la Profile of Mood States (Masuda et al., 2005). Dal punto di vista cognitivo e psicodinamico, tali effetti sembrano mediati da una riduzione della ruminazione mentale e da uno spostamento dell’attenzione verso le sensazioni corporee (processi bottom-up).

Nell’ambito poi dell’integrazione mente-corpo e della consapevolezza corporea, la sauna rappresenta un contesto privilegiato per il rafforzamento della consapevolezza interocettiva, ossia la capacità di percepire e interpretare i segnali corporei interni. Una buona integrazione mente-corpo è associata a migliore regolazione emotiva, riduzione dei sintomi dissociativi e maggiore coesione del Sé corporeo. Tali processi sono legati all’attivazione della corteccia insulare, area centrale nell’elaborazione delle emozioni (Craig, 2009).

Inoltre, la sauna possiede effetti sul sonno e sui ritmi circadiani, ad esempio l’aumento della temperatura corporea seguito da una rapida dissipazione del calore favorisce un addormentamento più rapido, un incremento del sonno profondo (NREM) e una riduzione dei risvegli notturni. Il sonno di qualità rappresenta un fattore protettivo fondamentale contro ansia, depressione e burnout.

Nei contesti culturali poi in cui la sauna è una pratica condivisa, essa assume una funzione psicosociale rilevante, facilitando la comunicazione autentica, riducendo le barriere sociali e rafforzando il senso di appartenenza. Il supporto sociale percepito è un noto fattore di protezione per la salute mentale.

La sauna come esperienza psicocorporea: integrazione tra modello psicodinamico e mindfulness

Nel modello psicodinamico, in particolare nelle teorie psicosomatiche (Alexander; Marty), il corpo rappresenta il primo mediatore dell’esperienza affettiva. La sauna, attraverso l’intensa stimolazione sensoriale, favorisce il passaggio da un’attivazione affettiva non mentalizzata a una maggiore simbolizzazione. Il calore agisce come uno stimolo regressivo controllato, facilitando una temporanea regressione dell’Io in condizioni di sicurezza.
Citando Winnicott, la sauna può essere concettualizzata come uno spazio di holding (funzione contenitiva): un ambiente prevedibile e contenitivo che permette una riduzione delle difese ipercontrollanti e un contatto più diretto con il Sé corporeo (Anzieu, Io-pelle).
La sauna facilita spontaneamente uno stato di attenzione non giudicante al momento presente (mindfulness) , riducendo il vagabondaggio mentale. L’esperienza implica accettazione attiva delle sensazioni corporee e sviluppo della tolleranza agli stati interni, processi centrali nella regolazione emotiva e coerenti con l’attivazione delle reti prefrontali e insulari (Kabat-Zinn, 1994).
Secondo una definizione integrata, la sauna può essere vista come un ponte tra esperienza corporea e funzione riflessiva:

Questo percorso favorisce sicuramente una maggiore integrazione del Sé e una riduzione della dissociazione mente-corpo.

Limiti e considerazioni cliniche

La sauna non deve essere considerata un trattamento psicoterapeutico sostitutivo. In soggetti con disturbi di panico, disturbi dissociativi o claustrofobia, l’esposizione al calore può aumentare l’attivazione ansiosa; in questi casi è raccomandato un approccio graduale e supervisionato.

In conclusione, le evidenze scientifiche suggeriscono che la sauna sia un intervento efficace e a basso costo per favorire il benessere psicofisico. I benefici osservati derivano dall’interazione sinergica tra processi fisiologici, neuroendocrini e psicologici. Inserita all’interno di uno stile di vita sano, la sauna può rappresentare uno strumento utile per la prevenzione e la promozione della salute mentale, pur essendo necessari ulteriori studi clinici controllati per la definizione di protocolli d’uso standardizzati.

A cura di
Dott.ssa Federica Pennisi (psicologia e pedagogista).

Riferimenti bibliografici essenziali
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-Winnicott, D. W. (1965). The Maturational Processes and the Facilitating Environment. Hogarth Press.

Questo articolo si trova in: La Medicina in Sauna, Musicoterapia, Sauna & Fitness