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Aufguss Classico

Aufguss Classico

L’aufguss classico rappresenta la base dell’aufguss.

L’Aufguss Classico è un Aufguss senza musica, con utilizzo delle 4 tecniche classiche di sventolamento (elicottero – bandiera – pala – pettine) e olii essenziali non ricercati facendo attenzione alla sequenza base-cuore-testa, con la possibilità di utilizzare anche 1 sola profumazione per l’intero rito. Si svolge in “religioso” silenzio, volto al relax degli ospiti, che ad occhi chiusi, si concentrano sui soli rumori esistenti all’interno della cabina prodotti dall’acqua, dall’evaporazione della stessa, e dall’aria mossa dall’asciugamano.Una variante dell’Aufguss Classico é l’Aufguss Relax che prevede talvolta l’aggiunta di musica romantica, rilassante ed a volume molto basso.

Il ruolo del maestro è ancora più importante rispetto agli altri tipi di Aufguss, poiché non ci si avvale né di musica, né di costumi, né di scenografie in grado di coinvolgere l’ospite. Quando mi incarico di celebrare questo tipo di rituale devo, quindi, avvalermi unicamente della mia personalità, per cercare di portare chi mi sta di fronte in sauna ad un profondo stato di rilassamento.

Uso un tono pacato della voce durante la presentazione, cerco di esser empatico e la gestualità è lenta: con calma verso l’acqua ed adagio le sfere di ghiaccio aromatizzate sulla stufa. Lo sfrigolio dell’acqua e del ghiaccio a contatto con le pietre roventi interrompono, ma nel contempo accompagnano, il silenzio circostante. L’asciugamano comincia a volteggiare e a diffondere gli aromi degli oli essenziali per tutta la sauna. I movimenti sono lenti, semplici e nello stessi tempo efficaci. L’obiettivo è quello di avvolgere i presenti in una calda “coperta” fatta di aria e profumi. Con un sorriso, cerco lo sguardo di chi mi sta di fronte, c’è chi ricambia il sorriso e chi invece si sta rilassando con gli occhi chiusi.

Durante i 3 cicli di ventilazione, l’aria si fa via via sempre più calda; i movimenti con l’asciugamano si fanno, sul finire, un po’ più energici, ciò anche per portare i presenti a provare l’auspicato “brivido di caldo”.

Siamo alla fine, gli eventuali volti rilassati e sorridenti, mentre si esce dalla sauna, sono la prova che sono riuscito nel mio intento nel farli star bene.

Anch’io mi sento bene, forse un po’ affaticato, ma ricaricato di nuovo entusiasmo per il prossimo rito.