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Hammam

Hammam

Hammam e Bagno Turco sono strettamente legati alla storia e cultura greco-romana e alla diffusione ed importanza delle “Terme”. Infatti, durante l’espansione dell’Impero Romano, in tutti i territori conquistati attorno al bacino del Mediterraneo, venivano costruiti impianti termali con le stesse caratteristiche strutturali di quelli presenti a Roma e in tutta Italia. Possiamo dire che gli hammam ne rappresentano l’evoluzione ed il miglioramento, con una notevole valorizzazione nell’utilizzo degli spazi ed il grande arricchimento di ingredienti con la possibilità di spaziare nei trattamenti del corpo e di benessere, oltre ad un adattamento alle esigenze e alle abitudini sociali e locali.

Infatti, quando l’Impero Romano è decaduto, le popolazioni autoctone hanno recuperato e ristrutturato questi complessi, rendendoli più affini alla loro cultura, e hanno introdotto peculiarità di rilievo nella continua evoluzione verso quelle che oggi sono le moderne spa (costante ricambio d’acqua e introduzione dei primi veri rituali e protocolli).

Gli hammam ed i bagni turchi hanno la stessa configurazione strutturale di base e sono composti, oltre agli ambienti “ad uso spogliatoio”, di tre sale principali: un tepidarium, un calidarium ed un frigidarium, oltre a piccole nicchie con panconi o tavoli da massaggio e savonage oppure ai caratteristici esagoni/ottagoni per la scenografica schiumata.

Le strutture situate in tutto il Nord Africa e nei paesi arabi si sono differenziate da quelle presenti in Turchia, nei paesi dell’Est Europa e Medio Oriente principalmente per gli ingredienti utilizzati e per tipologia di rituali.

Infatti, parlando di bagno turco, l’immagine che ci viene in mente è quella del percorso di purificazione e detersione con la bellissima, piacevole e spettacolare schiumata a base di Sapone di Aleppo ed i massaggi streccianti con oli pregiati e nutrienti per restituire alla pelle luminosità, tonificazione ed elasticità.

Nei paesi magrebini, l’hammam ha avuto un ruolo sociale di grande importanza in quanto, per molto tempo, è stato l’unico punto di ritrovo, di scambio e di condivisione per le donne (oltre alla moschea e al souk). La parola in sé, in arabo, significa scaldare, fonte di calore.

In genere dislocato vicino alla moschea e al forno, è da sempre il punto di riferimento per la purificazione del corpo, tramite semplici abluzioni (prima della preghiera) o anche percorsi che si dispiegano nell’arco della giornata.

L’ingresso è temporizzato da orari diversi oppure è distinto da spazi separati per uomini e donne. Così all’uomo viene aperto la mattina per i primi bagni rigeneranti e il rito della barba. Il pomeriggio diventa il regno del benessere e luogo di culto della bellezza dell’universo femminile.

Gli ingredienti, i simbolismi, le leggende, il susseguirsi delle gestualità e lo scandire del cerimoniale si perdono nella notte dei tempi, tramandati di madre in figlia, mai perduti, e tutt’ora estremamente moderni. Così come tutti gli elementi nobili e naturali utilizzati e il mondo dei profumi e dei colori che riportano ai più rigogliosi e lussureggianti giardini d’Oriente e al fascino della Via della Seta.

Molti ingredienti sono legati alla storia persiana e fenicia, altri sono stati ritrovati nelle antiche tombe egizie, ma è sicuramente grazie all’amore, alla sensibilità ed al forte legame con gli elementi della natura da parte delle donne magrebine se sono state realizzate le prime ricette per liberare la pelle da cellule morte ed impurità, e per nutrirla con maschere e oli preziosi. Ognuna portava ciò che aveva nella propria cucina e grazie alla gioia, alla condivisione e alla voglia di prendersi cura l’una dell’altra, sono stati selezionati nel tempo i più efficaci rimedi per garantire, con dolcezza, le qualità di una cute sana, giovane e compatta. Miele (cibo degli dèi), pappa reale, sesamo, argille, burri ed oli (il pregiato argan, oramai diffuso e noto, anche chiamato oro verde), l’henné (pianta del Paradiso), la nigella (panacea universale), … ma anche l’essenza di fiori quali rosa, fiore d’arancio, gelsomino, ylang-ylang, tiarè, …

Da allora, il bagno di vapore, sebbene di per sé benefico a livello muscolare e respiratorio e con un’evidente azione rilassante, non è mai stato separato dai suoi innati rituali. Ogni aspetto del percorso ha un suo perché.

Il pianeta è ricoperto da circa il 70% di acqua, il nostro corpo è costituito per il 70% di acqua, viviamo i nostri primi nove mesi immersi in acqua. L’acqua è elemento di vita, cui siamo fortemente connessi.

In un hammam si crea una sinergia speciale tra elementi e, in particolare, tra acqua e fuoco. Due elementi che in genere si annullano e qui, invece, si trasformano diventando vapore. Yin e yang, maschile e femminile, acqua e fuoco. Magia dell’hammam, magia dei vapori. I benefici sono immediati, a livello corporeo e fisico, mentale ed etereo. Si crea un ambiente ottimale e le migliori condizioni affinché la pelle si liberi delle sue impurità prima, e possa nutrirsi in profondità dopo.

In questo viaggio ogni stanza ha un suo perché, ogni temperatura e tasso di umidità, ogni ingrediente, ogni gesto. C’è un distacco delicato dalla routine e dai ritmi quotidiani, una preparazione, un culmine ed un ritorno lento. Ritrovando sé stessi ed il piacere della propria pelle, ogni volta una rinascita.

Così, se nel tepidarium la temperatura e l’umidità sono piacevoli, si sosta a lungo, si socializza, si fanno maschere e cataplasmi, impacchi, alle volte anche massaggi, nel calidarium (anche detta stanza del silenzio) la persona tiene in posa il sapone nero, che è un ingrediente preparatorio alla purificazione della pelle, si rilassa, si abbandona avvolta dal calore e dalla saturazione dell’aria. Rilascia tensioni e rigidità, le vie respiratorie si aprono, e in questo ambiente ovattato, nella leggerezza dei vapori, ci si ritrova, per incanto. Il movimento lento di nebbioline ed effluvi, senza neanche percepirlo realmente e senza alcun tipo di distrazione (grazie al silenzio e all’assenza di altri tipi di movimento), allontana i pensieri, ci libera dalle pesantezze, e ci rigenera, a livello profondo, corpo, mente e spirito.

Ora, dopo un’abbondante abluzione, lo spa therapist potrà iniziare la fase di “trattamento”, prendersi cura di noi eseguendo un gommage con il guanto tipico kassa che elimina tutte le cellule morte e l’ossidazione, regalandoci un nuovo respiro ed una nuova pelle. Per poi proseguire con un buon nutrimento grazie ad un massaggio oppure a trattamenti specifici (maschere e cataplasmi, ad esempio) per ritrovare l’idratazione, la tonicità, l’elasticità.

Troppo spesso ci dimentichiamo che la pelle è un organo, il più esteso che abbiamo, e che necessita di elementi nobili che la possano nutrire in modo sano e funzionale.

Anche in questo, il mondo dell’hammam ci riporta ad un contatto più autentico con noi stessi, poiché la bellezza è meno legata a canoni estetici prefissati e valorizza invece l’unicità della persona, che diventa più libera di esprimere ciò che è realmente.

Il rituale hammam tradizionale prevede, quindi, una purificazione profonda grazie a sapone nero e kassa (il guanto è sempre strettamente personale), una maschera su viso e corpo con il rassoul, e la buona idratazione con l’applicazione e massaggio di oli pregiati quali l’argan o il ricco burro di karité.

Questo percorso di base, consigliato almeno ogni cambio stagione, può essere alternato ad altri trattamenti con ingredienti diversi e cerimonie specifiche per il benessere di mani, piedi, schiena, viso, corpo, capelli, ….

Un hammam, se costruito ad arte, permette la gestione di percorsi liberi, guidati, oppure accompagnati da un terapista, garantendo privacy e assaporando il piacere della condivisione, in percorsi legati alla storia che ci portano in un’esperienza spa molto più globale e completa. Il cliente ha la possibilità di conoscere un nuovo, ed allo stesso tempo antico, modo di prendersi cura di sé, e di avere un contatto con gli operatori della spa fin dal suo ingresso, per essere seguito nel suo viaggio di benessere, con una fiducia maggiore. La struttura ha modo di valorizzare i propri spazi creando un’esperienza a tutto tondo (anche nella gestione di costi e ricavi).

La purificazione della pelle data dal rituale hammam non è replicabile con nessun tipo di scrub ed è un’esperienza ed una sensazione meravigliosa che ci fa stare bene nella nostra pelle, potenziando anche ogni tipo di trattamento o massaggio, a naturale coronamento di una pausa dedicata a noi stessi.

“… e la città non sarà veramente perfetta se non il giorno in cui avrà il suo hammam” – Sherazade da “Le Mille e una Notte”.

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